Per il bene comune un nuovo Statuto: sarà guida per tutti

Per il bene comune un nuovo Statuto: sarà guida per tutti

 

Probabilmente per le società sportive il lavoro che il Csi nazionale sta facendo sulla sua Carta statutaria è il meno importante, perché difficilmente se ne percepisce il collegamento diretto con l’attività sportiva. Ma è un errore perché lo Statuto è in realtà la carta fondamentale sulla quale si articolano tutte le attività di un’Associazione: quelle pratiche, quelle formative, quelle di indirizzo civile e morale. A che punto siamo? Al punto che finalmente abbiamo una base di proposta, elaborata dalla Commissione Statuto che ha lavorato seriamente e molto bene in questi mesi. Siamo insomma alla prima vera stesura di un documento fondamentale per il Csi del futuro, che ha iniziato il suo percorso a tappe: sabato è stato valutato dalla Presidenza Nazionale e prossimamente verrà discusso in Consiglio nazionale. Qui si deciderà il percorso di condivisione della proposta prima di arrivare all’Assemblea nazionale che andrà ad approvare (se lo riterrà) la nuova “magna” carta. I presidenti regionali hanno ricevuto il documento elaborato e domenica scorsa, a Salsomaggiore Terme; le regioni del Nord hanno cominciato un percorso di condivisione ragionando sul nuovo impianto. Ho assistito ad un dibattito intenso, concreto, che ha permesso un sereno scambio di opinioni. Punti di incontro ne sono emersi molti, così come sono emerse anche valutazioni critiche. Questo però non è un problema ma un’occasione per ulteriori approfondimenti sia per dare conferma a quanto finora proposto, sia per porre correzioni. Mi fa piacere sottolineare che si è portata la riflessione sugli aspetti fondamentali della vita di un’Associazione come la nostra, e in particolare sul ruolo delle società sportive e sulla possibilità che le stesse devono avere di essere rappresentate, di avere una voce ai diversi livelli associativi. Così saremo sicuri di programmare l’attività e di gestire nel suo complesso il Csi partendo dalle necessità del territorio per conseguire gli obiettivi che sono nostro patrimonio da 74 anni: fare attività sportiva, farla a misura di persona, avere cura della formazione e della educazione dei più giovani, formare dirigenti sempre più capaci e all’altezza di un compito che si è fatto negli anni sempre più “alto” e carico di responsabilità. Non saranno sempre rose e fiori. Il percorso sarà faticoso e dovremo cercare l’unità associativa, partendo dal bene comune. Per quello che ho visto e sentito sarà però impossibile avere uno Statuto a misura di ogni singolo Comitato regionale o provinciale o peggio a misura di ogni persona. Dobbiamo guardare allo Statuto come guida per tutti. Sembra uno slogan ma non lo è: accettare e collaborare per l’approvazione di uno Statuto che sia il faro che illuminerà il nostro cammino negli anni a venire vuol dire avere la capacità di andare oltre il proprio orticello e il proprio interesse personale o di singola società sportiva. Il bene di tutti spesso non coincide con il bene individuale. Nostro compito sarà quello di far capire che solo attraverso il perseguimento del bene comune viene garantito negli anni anche il bene particolare. Senza questa consapevolezza perderemo sia il bene generale che il bene particolare, con danno per tutti. Pensiamoci.

 

 

news 18gen2018 dm